Mancanza cronica di personale per coprire i turni della notte. La protesta dei familiari sfocia nella chiamata alle forze dell'ordine
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L'ennesima notte di ordinaria emergenza all'ospedale "Spoke" di Locri si è trasformata in una mattinata ad alta tensione. A far traboccare il vaso è stata la situazione di diversi pazienti, alcuni anche anziani, arrivati durante la notte e rimasti al pronto soccorso in attesa di una visita o di un ricovero. Di fronte al prolungarsi dell'attesa la rabbia dei presenti è montata. La protesta, prima verbale nei confronti del personale in servizio, a sua volta stremato e sottorganico, ha spinto alcuni cittadini a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine.
Sul posto è giunta una pattuglia dei Carabinieri per riportare la calma. «Siamo qui da ieri sera», racconta un signore, che accompagna l’anziano padre. «Nessuno ci dà notizie. I medici fanno quello che possono, ma non basta».
«Il problema è chi gestisce la sanità - spiega Angela, venuta da Vibo per assistere una sua amica - Abbiamo chiamato i Carabinieri perché questo non è più un servizio pubblico». L'intervento dei militari ha evitato che la situazione degenerasse, permettendo al personale di proseguire il proprio lavoro, pur tra mille difficoltà. Il nodo resta la carenza strutturale di camici bianchi, un problema endemico che da anni penalizza la struttura di contrada Verga e che, soprattutto nei fine settimana o durante i cambi turno, trasforma il triage in una polveriera.

