L’annuncio della risoluzione del contratto con la ditta quando il cantiere volgeva al termine, poi gli arresti domiciliari de rup non ancora sostituito e adesso la nuova Amministrazione. Il completamento dell’opera lunga trenta metri, il cui progetto risale a 10 anni fa, rischia una nuova impasse
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Invece del ponte sul torrente Calopinace, che collega finalmente il Lungomare con il parco lineare Sud, un cantiere nuovamente fermo e messo in sicurezza. Al di là del nastro arancione la rampa lato nord, che già nel luglio del 2025 (un mese dopo l’apposizione delle sospirate travi) aveva richiesto uno studio apposito da parte degli uffici e che non è stata completata. Ecco cosa, purtroppo, si vede alla fine del lungomare Falcomatà direzione sud a Reggio Calabria.
Scompare (ancora) dall’orizzonte, e questa volta nella fase terminale dei lavori, il completamento di questa infrastruttura lunga 30 metri, largo 12 metri, posizionato a circa 2 metri dal letto dell’omonimo torrente, che a distanza di un decennio dall’avvio dell’iter progettuale e di un lustro dalla consegna dei lavori non ha ancora visto la luce.
Una nuova impasse, utile solo a ingigantire il paradosso di questo cantiere, è ormai tangibile, nonostante l’ultimo annuncio dell'amministrazione ormai passata di una consegna dell’opera entro l’anno.
A certificarla una serie di circostanze: nelle scorse settimane l’annuncio della risoluzione del contratto con la ditta quando il cantiere volgeva al termine; gli arresti domiciliari de rup Giancarlo Cutrupi non ancora sostituito dal Comune di Reggio e adesso un’Amministrazione, eletta da una settimana e rinnovata.
Iter annoso e farraginoso
Lavori aggiudicati nel 2020 con un progetto già approvato nel 2016 per l’importo complessivo di 450 mila euro, per un'infrastruttura che avrebbe dovuto essere consegnata dopo soli 120 giorni.
Sono trascorsi, invece, sei anni e tra ritardi, stalli, misure fuori mercato e ricerca di soluzioni operative, una rescissione in danno sfiorata, numerose sollecitazioni del comitato di quartiere Ferrovieri Pescatori.
Soltanto nel giugno del 2025 l'iter si era sbloccato con la posa su sette imponenti travi (52 tonnellate di cemento armato ciascuna), arrivate da Lamezia Terme.
Il 2025 si era chiuso con il completamento della struttura dell’opera, da appoggio ad appoggio, ma ancora in attesa delle opere necessarie per la sua percorribilità, come le rampe. Quella lato nord aveva richiesto uno studio ad hoc su accesso e viabilità subito dopo l’apposizione delle travi. Studio che aveva dilatato nuovamente i tempi dei lavori, come emerso, nel luglio successivo, in occasione della seduta di commissione di Controllo e Garanzia del comune di Reggio Calabria, convocata presso la sede stessa del cantiere.
Ad inizio del 2026, le attività avevano già subito dei nuovi rallentamenti fisiologici per gli eventi meteorologici estremi e il ciclone Nils che avevano piegato l’impalcatura posta sul letto del torrente. Poi i lavori per la realizzazione della rampa erano iniziati.
E ancora mancavano (e mancano) le altre opere necessarie per la sua percorribilità, dunque l’asfalto e le ringhiere.
Ma qualcosa non è andata come avrebbe dovuto e nelle scorse settimane, sul finire della campagna elettorale, il sindaco ff, allora candidato a sindaco poi sconfitto da Francesco Cannizzaro, Domenico Battaglia, aveva annunciato l’avvio della procedura di risoluzione per gravi inadempienze della ditta Torchia incaricata della realizzazione dell’opera.
Procedura che non pare essere stata ancora avviata,mentre il cantiere è adesso in attesa di nuovo rup e l’Amministrazione comunale è cambiata. Un altro stallo, l’ennesimo, è ormai inevitabile.






